Segni di ritornello
Sei scritture che dicono in quale ordine si suonano le battute — ciascuna due volte: stampata e scritta per esteso, entrambe da ascoltare.
I segni di ritornello risparmiano carta. Non cambiano una sola nota, soltanto l’ordine in cui si suonano le battute scritte: da tre battute stampate ne escono cinque suonate, da quattro ne escono otto. Proprio per questo vengono letti male così spesso — si vede meno di quello che si suona.
Per questo ogni caso compare due volte in questa pagina: una volta com’è stampato e una volta scritto per esteso. Nell’immagine sviluppata ogni battuta conserva il numero che porta in quella stampata. Chi legge la fila di cifre sotto vede il cammino; chi preme il pulsante lo sente.
Ogni battuta ha una propria altezza e dura una semibreve. Non è musica ma un cartello indicatore: solo così si sente quale battuta sta suonando.
Ritornello
Due punti davanti alla stanghetta dicono: indietro all’inizio e ancora una volta. Se manca il segno di apertura, si torna al principio del pezzo. La seconda volta i due punti si trascurano e si tira dritto — altrimenti non si arriverebbe mai alla fine.
Il cammino: 1 2 1 2 3
Due parti di seguito
Quando sulla stessa stanghetta si incontrano due punti che chiudono e due che aprono, finisce una parte ripetuta e comincia la successiva. È la forma consueta di un minuetto o di un tempo di danza: due parti, ciascuna suonata due volte per conto suo.
Il cammino: 1 2 1 2 3 4 3 4
Prima e seconda volta
Le parentesi sopra le ultime battute dicono che cosa si suona al primo e che cosa al secondo passaggio. La prima volta vale la parentesi segnata con uno, seguita dal rinvio; la seconda la si salta e si prosegue nella parentesi segnata con due.
Il cammino: 1 2 3 1 2 4
Da capo (D.C.)
Alla fine sta Da Capo al Fine: ricominciare dall’inizio e fermarsi alla parola Fine. Fine si trova in mezzo al pezzo e non alla chiusa — al primo passaggio si trascura, al secondo è la fine.
Il cammino: 1 2 3 1 2
Dal segno (D.S.)
Dal Segno al Fine non rimanda all’inizio ma al segno che sta da qualche parte dentro il pezzo. Da lì si suona un’altra volta finché non si raggiunge Fine. Così si risparmia l’apertura quando deve accadere una volta sola.
Il cammino: 1 2 3 4 2 3
Coda
Dal Segno al Coda rimanda al segno e, al secondo incontro con To Coda, fa uscire verso la coda — la conclusione che gli appartiene. Quello che sta tra To Coda e la coda viene saltato in quel secondo passaggio. Così un pezzo riceve una fine che accade una volta sola.
Il cammino: 1 2 3 2 4
Come si legge un segno di rinvio
Tutti i segni di rinvio seguono la stessa regola: si prosegue finché una parola non dice altro, si salta una volta dove la parola indica e da lì si tira dritto. Un segno si obbedisce una SOLA volta — al passaggio successivo è già speso. Chi se ne dimentica resta chiuso nel giro.
Le parole stanno in italiano in ogni edizione del mondo, come forte e piano: da capo vuol dire dall’inizio, dal segno dal segno, fine fine, al fine fino alla fine. Non si traducono, perché appartengono alla scrittura musicale e non al testo.
Il salto alla coda si legge due volte: al primo passaggio To Coda è soltanto una nota a margine e si trascura. Dopo il rinvio è il punto di uscita — da lì si prosegue al segno di coda. Quello che sta in mezzo viene saltato la seconda volta; proprio a questo serve una coda.
Due segni che non appartengono a questa pagina
Due segni vengono volentieri messi nello stesso sacco dei rinvii, benché facciano altro. Ripetizione di battuta sta per una battuta che suona esattamente come quella precedente — risparmia scrittura dentro il rigo, ma non manda nessuno indietro. E Anacrusi non è affatto un segno di ritornello ma la battuta incompleta all’inizio; in un ritornello, levare e battuta finale spesso si completano a formarne una intera.
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Vedi AnotonaOgni nota di questa pagina è calcolata, non copiata — con la stessa regola per cui Fa♯ maggiore scrive il settimo grado come Mi♯ e non come Fa.